Capo Horn. Un viaggio verso la fine del Mondo.

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E’ un freddissimo mattino del 26 gennaio 1616 e una caravella sfida le alte onde che sono destinate ad infrangersi con violenza su quel roccioso lembo di terra mai doppiato da altra nave prima di allora. La corsa della caravella olandese di Willem Schouten e di Jacob Le Maire continua con successo ed oltrepassa quello che è la punta estrema di quella piccola isola da sempre considerata il punto più a Sud della Terra del Fuoco. A quell’ultima isola dell’arcipelago si deve dare un nome e la si battezza come Kaap Hoorn dal nome della città natale di Schouten che è proprio l’olandese Hoorn.
Capo Horn è un mito per molti naviganti che sognano di doppiarlo una volta nella vita. Impresa più che difficile per le pessime condizioni del mare e per il fatto di essere così remoto.

Come cominciare il viaggio a Capo Horn

Montagne della Regione della Patagonia, Argentina e Cile

I fortunati che possono organizzare un viaggio alla scoperta di Capo Horn, devono cominciare il loro viaggio da Ushuaia. Ultima città che si trova all’estremo sud del Sudamerica. Pittoresca la visita (da non mancare) al Museo della Fine del Mondo. Sono raccolti resti dei tanti naufragi accaduti proprio per doppiare Capo Horn che sono testimoni di tante tragedie del mare ma anche opere di artigianato degli autoctoni indios Onas.
Nell’estremo territorio della Tierra del Fuego il Parco Nazionale Lapataia deve essere un’altra meta del vostro viaggio che potrà godere delle bellezze naturalistiche della Cascata del fiume Pipo, della Laguna Nera, del Lago Roca e della stupenda Baia Ensenada.

Verso la fine del Mondo

Viaggio verso Capo Horn, Canale di Beagle, Argentina. Photo Credit: Passenger6A

Ci si stupirà di vedere la illusoria linea dell’orizzonte formata da colori speciali creati dal sole in questa latitudine ammirando il Lago Fagnano e quello di Escondito. A circa tremila chilometri da Buenos Aires, è quasi obbligatorio prendere il Treno della Fine del Mondo. Percorre alcune zone del Parco sfruttando la vecchia ferrovia usata per il trasferimento dei prigionieri diretti verso l’antico bagno penale in Patagonia.
Dopo aver assaporato queste atmosfere più uniche che rare, sempre dal Ushuaia salpano, dal suo porto, le imbarcazioni che arrivano fino a Capo Horn sfruttando il Canale di Beagle ma solamente quando il mare lo permette.

 

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Per Capo Horn si passa attraverso il Mare di Hoces che è chiuso da Ushuaia e dalla Penisola Antartica. In quel cammino conosciuto con il nome di Stretto di Magellano. In caso di possibilità di attracco, la nave sosta per consentire la visita al Parco Nazionale di Capo Horn. Al contrario, ci si deve accontentare di vederlo dal mare e di ammirare il famoso promontorio alto quattrocento metri flagellato dalla forza delle onde.

Raggiungere Ushuaia è già una impresa

Cartello della Città di Ushuaia. Photo Credit: Pegaso Viaggi – WordPress.com

Vola la linea aerea LAPA con un collegamento quotidiano da Buenos Aires. In alternativa si può volare da Rio Gallegos. Partono ogni giorno i voli delle compagnie LADE e Kaikén. Per giungere a Rio Gallegos è possibile prendere in bus di linea. El Pinguino, Transportadora Patagonica, la TAC e la Costera Criolla. Dalla capitale argentina e in 36 ore di viaggio, conducono fino a questa cittadina da dove prendere l’aereo.

La Terra del Fuoco

Punto più estremo del Mondo. Capo Horn. Photo Credit: australis.com

Quello che gli spagnoli chiamavano Cabo de Hornos si trova nelle acque cilene. Da dicembre fino ad aprile, la nave che effettua l’escursione intorno a questa parte della Terra del Fuoco è la Stella Australis della Cruceros Australis grazie alle quale si può ammirare un territorio divenuto Riserva della Biosfera dell’UNESCO dal 2005. Il viaggio dura 4 giorni e, oltre a Capo Horn. Si visiteranno alcuni ghiacciai della Terra del Fuoco e salpa sia da Punta Arena in Cile che da Ushuaia in Argentina. Se riuscite a resistere a venti che soffiano fino a 200 chilometro all’ora. Ad una temperatura che d’estate arriva ad un massimo a 12° avrete modo di vedere il Monumento che è stato innalzato nel 1992 dirimpetto al faro. Un grande rombo di ferro di ben 120 tonnellate sul quale è scolpito il profilo di un albatro e una lapide con alcuni versi.

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