Fontana delle Tre Cannelle è uno dei Nasoni sopravvissuti

Una delle immagini più emozionanti di Via delle Tre Cannelle è conservata nella pellicola del film I Soliti Ignoti, di Mario Monicelli, un piccolo frame in bianco e nero, intenso

Fontana delle Tre Cannelle
La fontana Photocredit turistadimestiere.com

Nella storia

Non lontano dal Vittoriano, e più precisamente nel Rione Trevi, c’è una via, chiamata delle Tre Cannelle, di per sé un vicolo piccolino, eppure un angolo di Roma che narra una storia antica e una storia attuale.

I nomi delle strade a Roma riconducono sempre a una storia. Questa è la storia della fontana con tre fistole, disegnata da Giacomo della Porta, di cui non si saprebbe nulla se non fosse per due riferimenti. Il primo è un’incisione del Falda (datata 1665) sul muro della Chiesa di Santa Caterina a Magnanapoli, nell’omonima piazza, che poi ne ha ispirato il Nasone in via della Cordonata. Il secondo è la pianta di Filippo Barigioni che evidenziava perfino una Piazza delle Tre Cannelle, anch’essa scomparsa.

Fontana delle Tre Cannelle
Photocredit //http:ilcinemaitalianoperlestradediroma.blogspot.com

Celebre è la scena del film “I soliti Ignoti” che vede i protagonisti, Mastroianni e Salvatori, studiare la via per compiere un colpo magistrale al Monte di Pietà, la famosa Agenzia di Pegni n.9. Nel film il Nasone con tre bocche è uno dei simboli di questo set cinematografico, un elemento che colloca la rapina in uno dei luoghi più interni e storici di Roma.

I Nasoni sono patrimonio Romano

Una fontanella che non poteva mancare, dunque, nella mappa dei Nasoni romani, voluta da Acea nel 2009 per celebrare i suoi cento anni di attività e per consegnare nelle mani dei turisti il percorso d’acqua rinomato in tutto il mondo.

https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1qDlKnPitiqGo_fIWrT_frlaD-Uk&ll=41.887464121880875%2C12.499355830322315&z=13

E, una delle poche fontanelle, sopravvissuta al provvedimento più recente, del 2017, che ha visto la chiusura obbligatoria della maggior parte dei duemila ottocento nasoni sparsi in tutta Roma. Un intervento folle, a detta dei molti che ne hanno stimato l’effettivo consumo (solo l’1% del fabbisogno idrico della Capitale), soprattutto perché minerebbe l’immagine di una città conosciuta anche per la storica risorsa idrica.

Fontana delle Tre Cannelle
Il nasone – Photocredit andreapollet.com

Chissà cosa ne penserebbe Gaspare della Molara, vecchio proprietario del palazzo dove la più antica fontana era ubicata, il quale si adoperò affinché il condotto dell’Acqua Felice potesse alimentare anche le Tre Cannelle.

Nel 1558 il Comune concesse due once in cambio della manutenzione e conservazione del monumento idrico, nel 2017 il Comune non poté cancellare questa fontana dalla mappa dei Nasoni, per via della sua storia, ma chiuse i rubinetti di 2.700 altre fontanelle romane.

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