La Barcaccia, un incaglio fortunato in Piazza di Spagna

La Barcaccia appartiene al popolo romano dal 1626 e non ha visto solo sfilate di moda e turisti ma anche le mani di ignoranti

La Barcaccia
Piazza di Spagna PhotoCredit stedentrips.nl

Un naufragio fatale

La Barcaccia, suggestiva visione scultorea di Pietro Bernini, è una delle fontane più amate di Roma. Rappresenta, visivamente, la notizia di una barca in secco, incagliatasi nel 1598, a seguito di una piena del Tevere.

Il Bernini (padre del più celebre Gian Lorenzo), architetto ufficiale per il restauro dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine, venne precettato da Papa Urbano VIII Barberini, proprio per il già consacrato ruolo all’interno del sistema idrico romano.

La Barcaccia non era un progetto solitario ma parte di una moltiplicazione di pani. Il Pontefice, infatti, desideroso da tempo di collocare nelle piazze più importanti della città, delle fontane ornamentali di grande valore, nell’attuare tale ambizioso progetto, inserì tra queste Piazza di Spagna.

La Barcaccia
Getto d’acqua e Rose – PhotoCredit: Emanuela Gizzi

Era una nocciolina nel mare?

Tra le grandi Fontana dei Quattro Fiumi, Fontana del Nicchione e Fontana di Trevi, di certo lo era, una nocciolina. Ma ha saputo far valere quel simbolismo di cui era stata insignita ritagliandosi una notorietà tutta sua. La cornice della Scalinata di Trinità dei Monti ha di certo contribuito a tale fama:insieme formano una delle scenografie più intense della capitale.

Ma più di tutto, a renderla speciale, è il suo assetto, atipico per un’opera di fine XVI secolo. Con un bacino incassato sotto il livello stradale e l’acqua che straborda ai lati, la Fontana è l’esatta raffigurazione dell’avvenuto naufragio che l’ha condotta fin lì e della sua trasformazione in opera d’arte.

Ma sarà stato un incaglio fortunato?

Di certo è una fontana fotografatissima da ogni angolo, dipinta sulle tele di tanti pittori che l’ammirano dall’alto della scalinata, o si posizionano con un cavalletto ai suoi piedi, per raccontarla da vicino.

La Barcaccia si presta alla gente, è lì, in mezzo al via vai giornaliero. Ci sono i collezionisti di selfie, gli innamorati che si danno un bacio romantico, i poeti che la immortalano dentro un verso o in un nuovo stornello. È una fontana che sta al centro della vita sociale e turistica ma è anche il fulcro della mondanità borghese: in una piazza come quella di Spagna sono all’ordine del giorno le sfilate di moda, i set cinematografici, i salotti vip.

Si può dire che è amatissima dai romani. Forse, meno dai turisti, i quali si divertono a considerarla, evidentemente, un cestino dell’immondizia. Per non parlare dei terribili fatti del 19 febbraio 2015 che l’hanno vista al centro di un vero e proprio scempio vandalico ad opera dei tifosi del Feyenoord, capitati a Roma in occasione della partita di Europa League.

La Barcaccia
I danni dopo il 2015 PhotoCredit lifeinitaly.com

Un atto irrispettoso e blasfemo. A cui non sono seguite le scuse dei quarantaquattro fermati e per cui nessuno ha pagato. Solo due anni più tardi, un gruppo di imprenditori e privati, olandesi, hanno voluto dare un chiaro segnale di disappunto, sia contro i connazionali incivili che contro il proprio governo. E -attraverso un crowdfunding- sono riusciti a raccogliere centomila euro da destinare al restauro della Fontana delle Api e a quella su viale Tiziano.

La Barcaccia è comunque tornata a fare il suo mestiere, nella speranza che entrambi i gesti, sia l’atto vandalico che l’atto di solidarietà, non siano stati vani. Abbiano invece dato una evidente dimostrazione di come il rispetto per l’arte sia emblematico di un popolo, distingua l’ignoranza dalla generosità, la bellezza dall’incuria.

Della stessa autrice:

Fontana dei Quattro Fiumi     Fontana delle Tartarughe     Bocca della Verità     Il nasone delle Tre Cannelle     Tevere     Ponte Rotto     La Romanità

 

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