Tour enogastronomico Napoli

Tour enogastronomico Napoli, cercate su Google e vedrete che si sarà solo l’imbarazzo della scelta!

Napoli è infatti  una delle città più belle e contrastanti d’Italia, una città da vivere ed assaporare. L’ideale per organizzare un vero e proprio “tuor enogastronomico Napoli”.

Ci si può “perdere” tra i vicoli o osservando il mare, confondere tra le innumerevoli chiese e l’onnipresente lato misterioso ed esoterico tipicamente partenopeo, dove ogni accadimento si traduce in numeri del lotto.
La città è da sempre vivace e brulicante di gente con un caos che le è proprio e che la rende attraente anche per il modo inconfondibile dei napoletani di affrontare la vita, bella o tormentata che sia.
Vivere Napoli significa visitarla almeno nei suoi luoghi simbolo come Piazza Plebiscito, il Maschio Angioino con il lungo mare, il Duomo con le reliquie di San Gennaro, godere dell’arte che si trova nel monastero di Santa Chiara o nel Cristo Velato della Cappella di San Severo.

Tour enogastronomico Napoli
Golfo di Napoli

Per quanto riguarda invece l’enogastronomia è superfluo dire che a Napoli bisogna assaggiare l’immancabile pizza Margherita, i dolci come le sfogliatelle e il babà, ma anche il caffè e il casatiello, solo per citarne alcuni.
Molte sono le cose da fare, ma ecco quelle che per noi sono assolutamente irrinunciabili per chi voglia fare un tour enogastronomico Napoli. Tra le 5 cose da fare la prima è sicuramente la visita a Piazza del Plebiscito. Il nome di questa piazza, che è fra le più grandi d’Italia, fu deciso all’indomani dell’annessione al regno di Sardegna, deciso a furor di popolo, appunto un “plebiscito”, nel 1860.
E’ una piazza monumentale, cuore di Napoli a poca distanza dal mare e dal Maschio Angioino, e sulla quale si affaccia uno dei palazzi reali dei Borboni, eretto nel ‘600 e che ospitò diversi sovrani della città, che sono tutti raffigurati in ordine cronologico nelle statue poste sulla facciata e posizionate nelle nicchie.
Gli interni del palazzo comprendono almeno 30 sale una più bella dell’altra, con una magnificenza che incanta a cominciare dall’appartamento reale per arrivare fino alla Sala del Trono. Il palazzo ha anche splendidi giardini all’inglese dai quasi si ammira il castello del Maschio Angioino.

Piazza del plebiscito
Piazza del plebiscito

Tour enogastronomico Napoli

A quest’ultimo si arriva costeggiando uno dei lungo mare più belli, romantici e vivaci d’Italia. Le origini risalgono al 1226 quando Carlo d’Angiò ne ordinò una prima costruzione. In seguito fu costruito anche l’arco trionfale in marmo bianco, in onore dell’arrivò in città del sovrano Alfonso d’Aragona nel 1443. Castel Nuovo, nome primario di questo maniero, ospita anche il Museo civico istituito nel 1990 e sarà un’esperienza esaltante visitare le sale e i livelli dai quali si ammira non solo il mare, ma la vista da cartolina del golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo.
Visitare il duomo (cattedrale metropolita di Santa Maria Assunta) dove si trova la cappella con il simulacro di San Gennaro, è un’altra delle cose che dovete fare se vi trovate a Napoli. E’ il santo “confidente” di tutti i partenopei ed è qui che ogni anno si ripete il miracolo della liquefazione del sangue del santo. Il “miracolo” avviene tre volte l’anno: nel primo sabato di maggio, in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli, il 19 settembre, ricorrenza della decapitazione e il 16 dicembre, in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631, fermatasi dopo le invocazioni al santo.
Altro luogo della fede popolare è il Monastero di Santa Chiara del 1310, dove si possono ammirare gli affreschi di Giotto e il famoso chiostro della Clarisse del ‘700. Qui si ammira un tripudio di maioliche che tappezzano tutto lo spazio con scene di panorami bucolici locali. Nonostante buona parte del Monastero fu distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il chiostro delle Clarisse fu l’unico a non subire danni arrivando intatto fino ad oggi. Il monastero naturalmente riserva altri ambienti particolarmente interessanti da visitare, come la stessa tomba di Roberto d’Angiò che si trova qui in quanto fu proprio sua moglie a volere la costruzione di questo luogo sacro. La storia narra che, dopo essere rimasta vedova, prese i voti e anche lei è sepolta nella chiesa di Santa Chiara, alla quale era profondamente devota.

Monastero Santa Chiara
Monastero Santa Chiara

La Cappella di San Severo è una delle più misteriose della città e apparteneva alla famiglia nobile omonima, di cui nei pressi c’è anche la residenza. Fu uno dei principi, tale Raimondo di Sangro, che volle raccogliere in questa cappella opere statuarie di una bellezza barocca travolgente e tra queste c’è anche il Cristo Velato, di Giuseppe Sanmartino. A chi lo osserva sembra quasi vivo e, nonostante il “velo” sia in marmo, mantiene una leggiadria incredibile. La leggenda vuole che lo stesso Raimondo fosse un alchimista e che molte delle statue presenti nella cappella fossero in realtà dei corpi mummificati, per cui si spiegherebbe la loro incredibile vicinanza ai corpi “vivi”. Lo stesso velo del Cristo si racconta che in realtà fosse vero ma fu pietrificato da una soluzione inventata da Raimondo.

Cristo Velato, cappella Sansevero
Cristo Velato, cappella Sansevero

Dopo aver visitato cotante bellezze sicuramente vi verrà fame e a Napoli c’è davvero l’imbarazzo della scelta sulle pietanze da gustare e dalle quali non rimarrete certo delusi.
La pizza Margherita è quella alta, lavorata a mano e a base di pomodoro Sammarzano, mozzarella fior di latte, basilico, olio extravergine di oliva e cotta nel forno a legna.
La pizza fritta invece è lo “street food” più antico del mondo, se volete provarne una versione alternativa ma sempre buonissima.
Il “casatiello” è invece una torta salata rustica, cotta anch’essa nel forno a legna che è composta da pasta di pane, diversi tipi di salumi, formaggio, strutto, e che di solito è guarnita con uova perché è tipica del periodo pasquale.
Per i dolci non potete rinunciare alla degustazione della pastiera napoletana, il cui impasto è fatto di grano bollito, zucchero, frutta candita, ricotta, pasta frolla, ed è una delizia.
Se siete golosi anche il babà saprà gratificare il vostro palato con il suo gusto al liquore e il profumo di agrumi. E’ lo stesso per la sfogliatella napoletana croccante e ripiena di crema al limone.

Per i vini, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Dalla Falanghina al Piedirosso, passando per il Lacryma Christi della linea selezione di Cantine Astroni, per finire con il vino naturale di Gragnano, un tripudio di odori e sapori delle terre vulcaniche.

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Il babà

Un pasto che si rispetti a Napoli non può che essere concluso con un buon caffè espresso, dicono tra i più “buoni” al mondo. Una delle usanze maggiormente radicate nella città è quella infatti di lasciare un “caffè sospeso” per rendere partecipi proprio tutti di questo momento di relax e convivialità irrinunciabile.

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Caffè espresso
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