Omero narra che Ulisse restò lontano dalla sua bella Itaca per venti anni, impegnato nella guerra di Troia, in prove eroiche, peregrinazioni nel Mediterraneo e sull’isola di Ogigia, che secondo alcuni si tratta senza dubbio di Pantelleria, una terra vulcanica che emerge tra Sicilia e la Tunisia.

Pantelleria e le sue meraviglie

Ulisse approdò sull’isola della ninfa Calipso, lei si innamorò di lui ma lui era desideroso di riprende il suo viaggio e tornare in patria. Per sette anni l’eroe fu “prigioniero” della bella Calipso, fino a quando gli dei la convinsero a lasciar andare libero il suo amore impossibile.

pantelleria
Pantelleria. (ilovepantelleria.net)

Vista la bellezza di queste terre, si può dedurre che il soggiorno di Ulisse non deve essere stato così spiacevole. Un clima meraviglioso, elementi naturali senza eguali, una vegetazione rigogliosa e un incantevole mare limpido.

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Il nome che l’isola porta oggi risale a un’epoca successiva a quella di Ulisse. Glielo diedero i Bizantini che richiamarono Patelareas, cioè tartaruga, quella montagna di oltre 800 metri che vedevano spuntare in mezzo al mare. Quasi al centro del canale di Sicilia, più vicina alla Tunisia che all’isola madre, Pantelleria domina l’unica via di comunicazione fra il Mediterraneo occidentale e quello centro-orientale. Dai tempi dei Fenici, molti secoli prima di Cristo, fino allo sbarco degli Alleati nella Seconda Guerra mondiale, ha subito conquiste, occupazioni e abbandoni, punto di contatto tra civiltà e culture diverse.

Vista dal mare, Pantelleria mostra una costa frastagliata, rossa e nera di lava, dirupi a picco sull’acqua, rocce dalle forme più strane, come l‘Arco dell’Elefante, e grotte profonde, come Sataria, come le sue tre vasche d’acqua termale, dove Calipso e Ulisse pare s’incontrassero volentieri. Non lontano dalla costa si trovano sorgenti sulfuree, come quella del Lago di Venere, e splenditi laghetti come quelli a Punta Spadello, creati dal mare nella scogliera.

L’interno dell’Isola è un labirinto di strade e vicoletti. Le escursioni sono affascinanti. Si può salire fino alla vetta della Montagna Grande, o scendere al villaggio di pescatori di Gadir. Si può visitare il sito preistorico di Mursia, oppure andare alla scoperta dei sesi, monumenti funerari di un popolo misterioso di età neolitica.

Le tombe di Sighidi e Pian della Ghirlanda rivelano il passato fenicio, i dammusi, con i tetti bianchi a cupola e i muri in pietra lavica spessi più di un metro, sono un’eredità della cultura araba. Oggi, convertiti in dimore di charme sono spesso preferiti ai resort o alle camere d’albergo.

 


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