Tra le tante problematiche che chi viaggia in aereo, vuoi per affari o anche soltanto per una vacanza lontano da casa, si trova a dover affrontare, senza ombra di dubbio quella del jet-lag. Con questa espressione inglese, ormai entrata nel dizionario comunque di qualsiasi viaggiatore e che anche chi non è mai avuto modo di andare dalll’altra parte del mondo rispetto a quella in cui abita conosce. Si va ad indicare, molto semplicemente, la difficoltà a riprendersi dal fuso orario.

Spieghiamo meglio cos’è il Jet-Lag

Cos’è la sindrome del Jet-Lag? Photo Credit: Donna Moderna

Il Jet-Lag o meglio, la sindrome da Jet-Lag, si caratterizza per il fatto di essere un disturbo che sovviene nel momento in cui l’orologio biologico del nostro corpo non è più in grado di essere, letteralmente, sincronizzato con l’orario e con il ciclo luce-buio. Tale problema sorge nella stragrande maggioranza dei casi quando si viaggia in aereo e ci si deve abituare al cambio di fuso orario.

Ma quali sono i sintomi della sindrome da Jet-Lag

Andando nel dettaglio, si può dire che i sintomi più comuni sono senza dubbio un senso perenne di stanchezza, la difficoltà a prendere sonno, lo scarso appetito e i problemi di natura intestinale. In alcuni casi tale sindrome può addirittura portare all’insorgere di disturbi quali nausea, problemi muscolari e forti cefalee. Nel momento in cui ci si dovesse trovare a fare i conti con la sindrome da Jet-Lag bisogna armarsi di pazienza. L’organismo necessita di alcuni giorni per riuscire a risincronizzarsi e riprendere quindi le propri normali funzioni.

Come gestire il problema?

Detto questo, vi sono però vari modi per cercare di gestire tale problema. Prima di tutto risulta senza dubbio utile il cercare di dormire in aereo. Specialmente se il volo si protrae per diverse ore. Dormire, o comunque cercare di rilassarsi, risulta infatti un ottimo modo per cercare di aiutare il proprio corpo ad abituarsi fin da subito al mutamento di fuso orario. Inoltre, prima della partenza, durante il volo e una volta giunti a terra, bisogna cercare di mantenere un regime alimentare dove siano banditi gli alimenti troppo pesanti e in cui il caffè e gli alcolici non trovino spazio. Fondamentale, nel corso del volo, risulta essere il consumare molta acqua. Il motivo di tale accortezza sta nel fatto che l’atmosfera, quando si è in volo, può funzionare da viatico per situazioni di disidratazione e quindi, conseguentemente, per l’insorgere della sindrome da Jet-Lag.

Cos’è la sindrome del Jet-Lag? Photo Credit: La Nuova Rotta

Mangiare un bel piatto di pasta aiuta

Una volta giunti a destinazione, arrivato il momento del pranzo o della cena, bisogna cercare di consumare cibi ricchi di carboidrati e zuccheri. Possono risultare utili per riuscire a dormire serenamente. Molto importante è non commettere l’errore, decisamente comune tra la maggior parte dei viaggiatori, di dormire per troppo tempo. Risulta consigliabile, dopo essere atterrati e arrivati in albergo, dormire al massimo per un’ora e poi cominciare il proprio soggiorno nella località in cui si è giunti.

 

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Utilizzo dei medicinali

Cos’è la sindrome del Jet-Lag? Photo Credit: Massimiliano Ricciardi

Anche mettendo in pratica tutta questa serie di accorgimenti, la sindrome da Jet-Lag può arrivare ad essere così difficile da gestire. Potrebbe risultare indicato anche ricorrere ad un consulto con il proprio medico curante. Il quale deciderà se, per affrontare il problema, sia opportuno iniziare una vera e propria terapia di tipo farmacologico. Il medico può infatti optare per la prescrizione di farmaci che aiutano a conciliare il sonno durante il volo. E quindi ad evitare o gestire meglio il problema in questione. Per chi non volesse ricorrere ai farmaci vi è poi la carta della fototerapia. Può essere decisamente utile come aiuto per l’orologio biologico nel momento in cui si debba affrontare un cambiamento di fuso orario.


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