Il Colosseo, anima e simbolo della Città Eterna

«Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo»

Le parole profetiche di Beda il Venerabile, monaco cristiano e storico inglese, rimarcano quanto l’Anfiteatro Flavio, conosciuto universalmente come Colosseo, sia stato, è e sempre sarà il simbolo indiscusso di Roma.

Questo storico monumento non è solo l’anfiteatro più grande della città, ma del mondo interno. Visitare Roma senza aver visto il Colosseo sarebbe un sacrilegio, essendo questo uno dei monumenti più belli e affascinanti sulla Terra ottenendo di diritto un posto tra le Nuove sette meraviglie del mondo. Non a caso è stato inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura.

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Colosseo. (BENCE BOROS by unsplash.com)

L’anfiteatro dal 72 d.C domina la Città Eterna. Venne costruito in epoca Flavia per volere di Vespasiano, poi inaugurato da Tito nell’80 e poi ancora modificato sotto l’impero di Domiziano nel 90. All’epoca si trovava vicino ad un lago artificiale che venne fatto scavare da Nerone per la sua imponente Domus Aurea. E sempre dalle manie di grandezza dell’ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia probabilmente deriva il nome Colosseo, che iniziò a risuonare tra le vie della città solo nel Medioevo e che oggi fa eco a quello di Roma. Sembra infatti che derivi dalla grande statua in bronzo, il Colosso di Nerone, che si trovava proprio nelle vicinanze.

L’Anfiteatro Flavio

Con Vespasiano iniziarono le opere di costruzione e a lui venne dedicato l’anfiteatro, ma egli poté vedere la costruzione solo dei primi due piani, prima di morire nel 79 d.C. Fu con Tito che il Colosseo si ingrandì con il terzo e quarto ordine di posti e con lui si ebbe l’inaugurazione della strabiliante opera romana. All’epoca il breve regno di Tito aveva già subito una serie di sventure tra cui l’eruzione del Vesuvio, un incendio che arse Roma per tre giorni, l’epidemia di peste. Così l’imperatore per risollevare gli animi del suo popolo provato e per ricevere i favori degli dei, decise di inaugurare l’Anfiteatro Flavio con cento giorni di giochi raccontati dal poeta Marziale nella sua opera De Spectaculis, che narrano in dettaglio i giochi romani come dimostrazione della potenza e la benevolenza dell’imperatore Tito. Il figlio di Vespasiano, Domiziano, apportò numerose e importanti modifiche alla struttura completando così l’opera definitivamente, ma dopo queste modifiche non fu più possibile tenere nell’anfiteatro le naumachie (rappresentazioni di battaglie navali) che invece erano molto famose nell’epoca precedente.

Negli anni successivi vari incendi e terremoti apportarono significativi danni all’anfiteatro che subì numerose opere di restauro sotto Antonino Pio, Alessandro Severo, Giordano III e Decio.

Dopo l’abbandono il Colosseo nel VI secolo divenne un’area di sepoltura e poco dopo venne usato come castello. Al suo interno venne anche fondata una cappella, oggi nota come la chiesa di santa Maria della Pietà del Colosseo. Venne poi a lungo usato come fonte di materiale edilizio e vennero asportati blocchi di travertino per nuove costruzioni. I saccheggi terminarono quando Papa Benedetto XVI fece costruire le quattordici edicole della Via Crucis e dichiarò il Colosseo chiesa consacrata a Cristo e ai martiri cristiani.

Un’incredibile opera architettonica

Il Colosseo è lungo 188 metri e lardo 156 metri, la facciata imponente alta 50 metri è alleggerita da tre ordini di archi. Poteva accogliere circa 150.000 persone che sedevano ai loro settori nei rispettivi quattro ordini, attraverso corridoi e scale che collegavano i vari piani. Inoltre, per coprire gli spettatori dal sole, era stato dotato di un velaio. All’esterno è costruito in travertino nelle strutture portanti, mentre nelle altre zone in tufo, laterizio e calcestruzzo. All’interno la cavea con i gradini per i posti degli spettatori era in marmo divisa in cinque settori ognuno riservato ad una diversa fascia sociale, le prime file erano riservate a senatori e alle loro famiglie, mentre nell’ultima fila in alto si trovava la plebe nei posti più scomodi. Ai personaggi più importanti erano riservati due palchi (oggi scomparsi) dove si sedeva l’imperatore, i consoli e le vestali. I sotterranei invece erano riservati per le bestie, le attrezzature sceniche e le celle dei gladiatori.

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Colosseo (Henry Paul by unslash.com)

I gladiatori, tra eroismo e schiavitù

La ferocia e la crudeltà che caratterizzava gli spettacoli messi in scena nell’anfiteatro sono degne di nota.  Parte fondamentale dei giochi erano gli animali, protagonisti e vittime del divertimento dei signori di Roma. Durante i cento giorni di giochi indetti da Tito si dice siano stati massacrati 5 mila animali delle specie più varie. Le testimonianze scritte riportano che la caccia agli animali coinvolse orsi, tigri, elefanti, gru, lepri, leopardi e tanti altri animali esotici che spesso venivano usati per i giochi.

Non c’erano solo le venationes ad intrattenere il pubblico ma anche condanne, sacrifici, e soprattutto i famosi combattimenti tra gladiatori che hanno fornito materiale per i più disparati film storici.

I gladiatori erano l’attrazione più acclamata dal popolo, una tradizione che sembra provenire dalla cultura etrusca. Combattenti professionisti, inesperti, condannati, prigionieri di guerra, cristiani, o semplicemente uomini liberi in cerca di celebrità, erano chiamato nella grande arena a combattere per salvarsi la vita e per dare spettacolo. Molto apprezzate erano anche le naumachie, ovvero i combattimenti navali, questo fa pensare che la cavea veniva riempita con grandi quantità di acqua.

Il nome gladiatore deriva da gladio, una piccola spada usata nei combattimenti. I combattenti ricevevano un vero e proprio addestramento in apposite scuole (ludi). Il proprietario, o lanista, gestiva i gladiatori, aveva potere legale sulle loro vite e ne traeva profitto organizzando gli spettacoli per l’anfiteatro. I gladiatori erano suddivisi in base alle loro capacità fisiche ed ognuno apparteneva ad una diversa Familia gladiatoria.

Delineando la figura del gladiatore come non può venire in mente quella di Massimo Decimo Meridio interpretato da Russell Crowe nel film cult Il Gladiatore?

Orari e biglietti

l Colosseo è aperto tutti i giorni con i seguenti orari:
08.30 – 16.30: dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio
08.30 – 17.00: dal 16 febbraio al 15 marzo
08.30 – 17.30: dal 16 all’ultimo sabato di marzo.
08.30 – 19.15: dall’ultima domenica di marzo fino al 31 agosto
08.30 – 19.00: dal 1 al 30 settembre
08.30 – 18.30: dal 1 all’ultimo sabato di ottobre
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Il Colosseo rimane chiuso il 1 gennaio e 25 dicembre

Se comprati sul posto i biglietti il prezzo dei biglietti è:
12,00 €: prezzo intero
7,50 €: ridotto, per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 25 anni
gratuito: per tutti i cittadini sotto i 18 anni
Indirizzo: Centro storico, lungo i Fori Imperiali
Come arrivare: Metro Linea B fermata Colosseo
Bus 60 – 75 – 85 – 87 – 117 – 271 – 571 – 175 – 186 – 810 – 850 – C3
Tram 3



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Marida Muscianese
Le mie relazioni con le serie tv sono state le più durature e affidabili della mia vita, soprattutto in quelle giornate grigie e spente dove una tazza di tè, una coperta e un episodio dopo l’altro mi hanno resa la vecchia talpa appassionata che sono ora. Amo viaggiare e non appena ho l’occasione scappo verso una nuova meta, pronta a farmi affascinare da nuovi panorami e sperimentare nuovi cibi e sapori.

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