Notre Dame, la storia di Nostra Signora di Parigi

La terribile tragedia che ha colpito uno dei simboli indiscussi non solo della Francia, ma dell’intero patrimonio culturale dell’umanità, ci spinge a conoscere più a fondo la storia della meravigliosa Cattedrale di Notre Dame de Paris.

La cattedrale di Nostra signora di Parigi, è stata divorata dalle fiamme nel tardo pomeriggio del 15 aprile 2019, solo nella notte il fuoco è stato domato e le opere di valore sono state portate in salvo. Tutto il mondo aveva gli occhi puntati su questa terribile immagine di uno dei monumenti più visitati al mondo inghiottito dalle fiamme che alte hanno distrutto la guglia e il tetto in legno.

Spesso protagonista di capolavori artistici e letterari, Notre Dame ha raggiunto la fama mondiale, ricevendo ogni anno milioni di visite da turisti provenienti da ogni dove. Conosciamo meglio la storia di questa spettacolare costruzione artistica che sarà soggetta ad importanti opere di ricostruzioni.

Parigi: 5 giorni per visitare la città più romantica del Mondo

Una Notte a Parigi – Itinerario da non perdere!

In Cruce, in Luce

notre dame

Notre Dame de Paris: la storia

E’ il principale luogo di culto cattolico di Parigi, cattedrale dell’arcidiocesi di Parigi, si trova nella parte orientale dell’Île de la Cité, nel cuore della capitale francese, nella piazza omonima. Rappresenta uno degli esempi più importanti di costruzioni gotiche ed anche uno dei monumenti più visitati di Parigi.

Prima della sua costruzione, al suo posto sorgeva un tempio pagano dedicato a Giove, voluto da Caio Giulio Cesare dopo la resa di Vercingetorige del 52 a.C. In seguito una più antica cattedrale, dedicata inizialmente a santo Stefano precedette l’attuale edificio, che venne poi affiancata da un’altra dedicata alla Vergine Maria.

Nel 1160 il teologo Maurice de Sully divenne vescovo di Parigi e promosse la costruzione di una nuova e più ampia cattedrale. Nacque così in stile gotico, già molto affermato nella Francia del XII secolo, una cattedrale a cinque navate senza cappelle laterali ad eccezione di tre cappelle radiali, con una grande piazza antistante che raccogliesse i fedeli. Nel 1250 venne completato l’edificio, mentre fino alla metà del XIV si ebbero numerosi interventi alla struttura interna.

Notre Dame
Notre Dame de Paris (pixabay.com)

Dopo il 1250, la cattedrale, ormai terminata, fu oggetto di una serie di importanti restauri e modifiche fino a farle acquisire, alla metà del XIV secolo, la struttura odierna. Fu Renaud Mignon de Corbeil, vescovo di Parigi dal 1250 e il 1268 ad intraprendere i primi lavori di restauro: le due facciate del transetto, i cui portali erano in stile romanico, vennero ricostruite in stile gotico su progetto di Jean de Chelles, quella nord a partire dal 1250 circa e quella sud a partire dal 1258. Venne poi anche realizzato il portale di Santo Stefano e il portale del chiostro. Divenne poi architetto della cattedrale Pierre de Chellese che continuò la costruzione dei contrafforti e degli archi rampanti del coro.

Nel Rinascimento, seguirono una serie di restauri di entità minore, secondo i gusti delle varie epoche: decorazioni prima rinascimentali, poi barocche, di altari laterali e di monumenti funebri. Fu il re di Francia Luigi XIV a volere il primo grande restauro alla fine del XVII secolo, adempiendo così ad un voto fatto da suo padre Luigi XIII che, nel 1638, in seguito alla nascita, dopo ventitré anni di matrimonio, del primo figlio ed erede Luigi Deodato, dedicò il regno di Francia alla Madonna e si impegnò a costruire un nuovo altare per la cattedrale di Parigi.

Notre Dame
Notre Dame de Paris (pixabay.com)

La Rivoluzione Francese (1789-1799) colpì non solo il popolo francese ma anche l’imponente cattedrale che ne uscì devastata. Gli oggetti in metalli preziosi vennero inviati alla zecca per essere fusi, tutte le statue della facciata, sia quelle della galleria dei Re, sia quelle dei portali, vennero distrutte e così anche la flèche.

Nel 1793 la chiesa divenne tempio della Ragione e in seguito ospitò anche gli uffici del clero costituzionale. Con il Concordato del 1801, firmato da Napoleone Bonaparte e papa Pio VII, la cattedrale tornò alla Chiesa cattolica e, dopo un sommario restauro, la prima messa fu celebrata il 18 aprile 1802. Qui venne anche celebrata l’incoronazione di Napoleone come imperatore dei Francesi.

Minori danni sono stati quelli durante la Liberazione di Parigi, al termine della Seconda Guerra mondiale, per poi avviare nella seconda metà del secolo una serie di lavori di restauro. L’ultimo restauro era in atto quando è scoppiato l’incendio del 15 aprile.

Fin dalla sua fondazione fu luogo di importanti eventi di rilevanza nazionale: il matrimonio tra Maria Stuarda, regina di Scozia e Francesco di Valois, delfino di Francia; quello tra l’imperatore Napoleone III e Eugenia de Montijo; la prima convocazione degli Stati Generali, il 10 aprile 1302; l’incoronazione illegittima di Enrico VI d’Inghilterra a re di Francia nel 1431 ed il processo di riabilitazione di Giovanna d’Arco.

Il tetto andato distrutto

Notre Dame
Notre Dame de Paris (pixabay.com)

Prima dell’incendio del 15 aprile, il tetto della cattedrale era quello originario. Vennero impiegate circa 1.300 querce costruito a partire dal 1220. Dei telai originari, realizzati tra il 1220 e il 1240, erano rimasti quelli nell’area della navata e del coro, mentre quelli del transetto e di sostegno alla flèche erano frutto della ricostruzione ottocentesca, sotto la direzione di Eugène Viollet-le-Duc.

La guglia originaria, costruita nel 1250 con la funzione di terzo campanile, era stata demolita tra il 1786 e il 1792. Ne venne costruita un’altra a partire dal 1860 dal falegname Bellu e dagli Ateliers Monduit su disegno di Eugène Viollet-le-Duc, che si era ispirato alla cattedrale di Orléans, alta 45 metri. Anche questa è stata distrutta dal recente incendio.

Insieme alla Tour Eiffel del 1889 è uno dei simboli di Parigi, un gioiello dell’architettura gotica francese. La facciata è decorata con immagini bibliche e gli esterni sono arricchiti dalle tipiche sculture gotiche: i gargoyle, figure fantastiche e grottesche apposte per canalizzare il deflusso dell’acqua piovana. Vetrate e rosoni decorano l’interno con immagini di Cristo, apostoli, angeli e scene tratte dall’Antico Testamento.

Notre Dame nella letteratura e nel cinema

La letteratura ha celebrato la maestosa cattedrale con capolavori quali il romanzo di Victor Hugo, Notre-Dames de Paris del 1831, con al centro la tragica storia del campanaro Quasimodo e della zingara Esmeralda. L’opera ha poi ispirato il mondo del cinema con iconici film come quello di animazione, Il gobbo di Notre Dame del 1996, nonché il 34º Classico Disney. O ancora Esmeralda (1905) di Alice Guy-Blaché e Victorin-Hippolyte Jasset, Il gobbo della cattedrale (1956), alias Notre-Dame de Paris, di Jean Delannoy, con Gina Lollobrigida e Anthony Quinn nei ruoli di Esmeralda e Quasimodo. E poi ancora Il gobbo di Notre-Dame (1982), con Anthony Hopkins, e infine The Hunchback del 1997.


Piaciuto l'articolo?

Esprimi il tuo giudizio da 1 a 5 stelle

Media voti espressi / 5. Votanti:

Hai trovato interessante questo articolo...

Condividilo sui tuoi social network

Siamo spiacenti che il nostro articolo non ti sia piaciuto

Aiutaci a crescere e migliorare


La tua opinione per noi è molto importante.
Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici.
Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!


Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Potrebbe interessarti anche:
Marida Muscianese
Le mie relazioni con le serie tv sono state le più durature e affidabili della mia vita, soprattutto in quelle giornate grigie e spente dove una tazza di tè, una coperta e un episodio dopo l’altro mi hanno resa la vecchia talpa appassionata che sono ora. Amo viaggiare e non appena ho l’occasione scappo verso una nuova meta, pronta a farmi affascinare da nuovi panorami e sperimentare nuovi cibi e sapori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here