Viviamo in un’era digitale in cui il collegamento virtuale con il resto del mondo è diventato quasi una necessità, soprattutto per chi viaggia abitualmente. Ma come è possibile che alcuni aeroporti sono ancora sprovvisti di un’adeguata copertura Wi-Fi e di prese elettriche?

Aeroporti che dichiarano guerra al mondo digitale

Oggigiorno, i viaggiatori via mare, terra o cielo, devono essere collegati quasi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 se ossessionati. E 8 ore al giorno per 7 giorni la settimana per le persone normali. In ogni caso, gli apparecchi per i collegamenti devono essere necessariamente ricaricati, ed anche frequentemente. Per fortuna, le compagnie di trasporto, incluse quelle aeree, soddisfano questa esigenza fornendo prese elettriche e servizio Wi-Fi sui loro mezzi. Il problema è che gli scali, e gli l’aeroporti in particolare, siano questi negli Stati Uniti o in Europa, non si sono ancora pienamente resi conto che viviamo in un’era digitale. Per questo non forniscono prese elettriche e adeguate coperture Wi-Fi.

È possibile che gli aeroporti ed altri scali, siano progettati da architetti che viaggiano in elicottero, yacht ed aereo privato. Quindi, non usando voli di linea, non sono consapevoli della necessità di ricaricare telefonini, computer e tablet negli aereoporti.

Aeroporti e piccoli inconvenienti

Ad esempio, al Terminal 4 dell’aeroporto JFK di New York City, le uniche prese elettriche si trovano nelle zone che il personale addetto alle pulizie usa per gli aspirapolvere. Al T2 dell’aeroporto LAX di Los Angeles, i passeggeri che non hanno accesso alla Sala VIP, devono andare al secondo piano e cercare le poche prese elettriche sulle pareti. Idem per il Terminal H dell’aeroporto MIA di Miami, dove molte delle poche prese sui muri sono danneggiate.

Aeroporti che dichiarano guerra al mondo digitale
Aeroporti che dichiarano guerra al mondo digitale

 

Aeroporti in Europa

Viaggiando in Europa si raggiunge l’apice della mancanza di considerazione per l’era digitale. All’aeroporto MXP di Milano, l’unica presa elettrica che questo giornalista ha trovato al Terminal B era quella vicina alle toilettes (vedi foto). Ma questo giornalista deve contenere i suoi commenti su MXP visto che, quando in passato aveva fatto una pragmatica osservazione a riguardo, era stato citato dal gestore dell’aeroporto per diffamazione, assieme al giornale in cui era apparso l’articolo (CorriereAdriatico).

Aeroporti che dichiarano guerra al mondo digitale
Aeroporti che dichiarano guerra al mondo digitale

A Londra, al’LGW di Gatwick non ci sono prese elettriche in quanto l’aeroporto è praticamente un centro commerciale con alcune porte d’imbarco.
Per finire questa breve “presa” di posizione, a Nizza, in Francia, i passeggeri che entrano nell’aeroporto NCE sono accolti da una situazione che ricorda il Canto Terzo di Dante: La porta dell’inferno, “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate“, giacché di prese elettriche per la ricarica non ce n’è nemmeno l’ombra!


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Dom Serafini
Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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