Non è un sofisticato strumento elettronico che mi porta sul punto di immersione dove mi aspetta un relitto ma l’abilità del capitano della barca, un uomo semplice ma di grande esperienza, capace di affrontare le condizioni più estreme e impervie che il mare è capace di offrire. Un uomo di altri tempi, un vero lupo di mare.

Il “nostromo” si orienta ancora con le mire a terra per ritrovare il punto esatto. “Vai lo troverai proprio qui sotto”. Mi dice. Non perdo tempo. Indosso l’attrezzatura e mi tuffo.

Immergersi su un relitto

Visitare un relitto è come fare un viaggio, un viaggio nel tempo. Siano essi navi o aerei, costituiscono per me un’immersione irresistibile, molto eccitante.

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Relitto Capitan Antonio

È un po’ come visitare un museo ammirando reperti archeologici. Si, perché anche di questo si tratta. Spesso sono relitti d’epoca, appartenuti per lo più ai grandi conflitti mondiali. Navi affondate da siluri, aerei abbattuti da colpi di cannone. Testimoni del sacrificio di uomini eroici, valorosi soldati che hanno combattuto fino alla fine e dove poi trovarono la morte.

Ora, i relitti riposano adagiati sui fondali sabbiosi, gelosi custodi del passato. Alcuni sono ancora ben conservati; per altri, le parti sono sparse ovunque a testimonianza del duro attacco subito.

La discesa

La discesa nel blu mi fa battere forte il cuore. Un senso di ansia mi assale. Forte è il desiderio di raggiungere il relitto il prima possibile. Plano verso il fondale. Avvisto un banco di barracuda; la sagoma di uno squalo in lontananza.
A mano a mano che scendo, la forma del relitto si fa sempre più nitida, più netta. Riesco finalmente ad osservarlo per intero. Lo scenario colpisce al cuore. Ho l’impressione di essere il primo a scoprirlo.

Mentre lo perlustro cerco con la mente di ricostruire gli istanti che hanno preceduto l’affondamento. Mi vengono in mente le scene dei film di guerra più volte viste sullo schermo.
Ispeziono ogni anfratto nella vana speranza di trovare qualche cimelio. Un ricordo del passato. Un testimone dei tragici eventi.

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Relitto Laura Couselich

Il relitto habitat ideale

I relitti non sono solo vecchie carcasse del mare, essi costituisco oggi anche un habitat ideale per molte specie marine.
La natura si impossessa rapidamente delle lamiere trasformandole in un vero e proprio reef, dimora preziosa per una fantastica varietà di pesci e altri organismi. Tutti vivono insieme, in una simbiosi perfetta. Avvisto un meraviglioso esemplare di murena; sembra fare da custode al monumento sommerso.

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Relitto Murena gigante – Gymnothorax javanicus

I pericoli di un’immersione sui relitti

La visita ad un relitto non è un’immersione semplice. Proibitiva può risultare per la profondità da raggiungere. Occorre procedere con molta calma; avere un perfetto assetto onde evitare di sollevare sedimenti dal fondo che potrebbero compromettere la visita del sito.

Le lamiere possono risultare ancora affilate e provocare tagli profondi. Meglio evitare l’ingresso in passaggi stretti che potrebbero risultare fatali. In definitiva, è bene pensare sempre a cosa si sta facendo e a ciò che il nostro comportamento potrebbe causare.

Comunque, viaggiare sotto il mare è divertente!


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2 Commenti

    • Immergersi è un’attività da non sottovalutare ma sicuramente alla portata di molti. L’approccio corretto a questo mondo, a mio parere, lo può dare solo una scuola Diving seria che ti aiuta a superare le incertezze che tutti noi manifestiamo difronte al nuovo. Non mollare, la subacquea è uno sport meraviglioso.

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