Wat Rong Khun: tra sacro e profano – Il Tempio Bianco

Passeggiare tra costruzioni che uniscono il sacro e profano completamente immacolate nel loro color bianco. Cos’è la contestata costruzione Wat Rong Khun?

Wat Rong Khun – Tempio Bianco

Wat Rong Khun
il Tempio bianco (https://c1.staticflickr.com)

In Thailandia, a 15 km dalla città di Chiang Rai, sorge un edificio costruito recentemente, basato sul progetto del pittore visionario Chalrmchaj Kositpipat. È un tempio completamente tinto di bianco, di ispirazione in parte Buddista e in parte Induista. È una costruzione nata di recente ed ancora non portata a termine. I lavori hanno avuto inizio nel 1997, ma non è stata ancora terminata, anche a causa del terremoto avvenuto nel 2014 in queste zone. La data di fine lavori resta ancora ignota.

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La prima particolarità che risalta agli occhi è il materiale usato per realizzarlo. Per costruirlo è stato utilizzato il gesso bianco e degli specchietti di vetro. Quest’ultimi hanno un particolare compito: far riflettere il sole creando giochi di luce assai particolari ed affascinanti, studiati nei minimi dettagli dal progettatore. Una curiosità: gli specchietti decorativi sono stati oggetto di contestazioni e critiche nei confronti dell’artista. Infatti la popolazione indigena ritiene la costruzione troppo contro corrente: l’architettura autoctona prevede, infatti, uno stile comprendente colorazioni vivide e sgargianti.

Le meraviglie di Wat Rong Khun

wat rong khun
gli interni del wat rong khun (https://onarto.com)

Nato dalla mente contorta e geniale di Kositpipat il Tempio Bianco regala al visitatore un accrescere di emozioni continuo. Ma al contempo trasmette la pace e tranquillità interiore, propria dei templi thailandesi. Prima di entrare nel tempio si deve percorrere un ponte, è un cammino a senso unico, da intraprendere lentamente. Esso rappresenta il cammino della rinascita, il passaggio dell’anima dalla sofferenza ad un ritrovato stato di benessere. Il ponte attraversa dei laghetti che ospitano carpe talmente grandi da essere completamente visibili. Tra i laghetti ci sono delle installazioni. Una delle sculture, forse la più suggestiva rappresenta delle braccia che si issano da terra verso il cielo. Questa opera sta a simboleggiare il dolore, la morte, la richiesta di aiuto di chi soffre. Ma la sorpresa migliore la si ha entrando nel Wat Rong Khun. Tutte le facciate interne del tempio sono decorate con immagini raffiguranti personaggi del mondo moderno. Essi sono riprodotti in modo strano e fantasioso e simboleggiano il Samsara: il regno della rinascita, la dottrina inerente alla ruota che rappresenta il ciclo di vita, morte e rinascita.


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In volo sulle ali della mia fantasia! Così mi descrivo sin da quando sono una bambina, perché così è come mi sento: sono curiosa e adoro farmi stupire continuamente da ciò che mi circonda, amo la natura, le sfide, la creatività. Tutto questo mi ha permesso di diventare la persona che oggi sono e fare il lavoro dei miei sogni: l’educatrice! Non si deve mai aver paura di mettersi in gioco!!!