A pochi chilometri da Campomarino, in provincia di Taranto, in corrispondenza dell’antica torre Saracena denominata Torre Ovo, vi è un sito sottomarino di interesse mondiale che attrae ogni anno numerosi appassionati, studiosi e storici che si recano sul posto per immergersi nelle limpide acque alla scoperta della misteriosa foresta fossile.

Foresta fossile
Foresta fossile – Torre Ovo – Photocredit: Paolo De Vizzi

Il mistero della foresta fossile a Torre Ovo, Taranto

La foresta pietrificata di torre Ovo è un’incredibile attrazione naturale che si trova ad una profondità tra i cinque e gli otto metri, su una superficie di circa 800 m2 e regala al visitatore delle scene affascinanti e suggestive.  Foresta Pietrificata, nome che probabilmente trova origini dalle impressioni che ne ebbero i suoi scopritori. Non è necessario essere dei sub professionisti per godere del meraviglioso spettacolo della natura custodito nelle acque della provincia di Taranto. Trovandosi a poca profondità, infatti, l’acqua cristallina favorisce un’ottima visibilità ed una facile immersione. Possono bastare pinne e boccaglio per cogliere, anche solo muniti di maschera, le meraviglie del sito.

Ma quello che ai nostri occhi può sembrare una foresta fossile,  lungo la quale una serie di strutture simili a piccole piante si ergono dal fondale, oggetto di studi da quasi 40 anni, ha una realtà ed un’origine decisamente più affascinante e misteriosa.

Foresta fossile
Foresta fossile – Torre Ovo – Photocredit: Paolo De Vizzi

Le origini della foresta fossile di Torre Ovo

Alcuni anni fa un gruppo di ambientalisti (Caretta Caretta) a cui fanno parte anche subacquei di grande valore osservarono uno strano fenomeno. Sul fondo del mare sembrava che ci fosse una foresta pietrificata, ovvero dei tronchi la cui altezza supera anche il metro, che spuntavano dal fondo ed intorno come dei rami spezzati. A seguito di alcuni prelievi in cui sono stati coinvolti studiosi dell’Università di Bari e dell’Università di Palermo, la realtà risultò ben differente.

Si tratterebbe infatti di tane per conchiglie bivalvi, gasteropodi e policheti, «vermi» con corpo allungato e cilindrico, che 2 milioni di anni fa circa erano gli abitanti del fondale e affondavano nell’argilla cercando riparo e appoggio, scavando veri e propri tunnel nella pietra. Col passare del tempo poi, in questi trafori si sono deposti sedimenti, calcificati forse proprio grazie alle sostanze prodotte da questi microrganismi. Le correnti hanno lentamente eroso la struttura argillosa che li circondava, lasciando solamente la formazione interna evidentemente più resistente.

Un lavoro durato milioni di anni, resistendo incredibilmente alla forza di onde e mareggiate. Tuttavia non si hanno certezze e mancano le vere e proprie prove scientifiche a supporto di questa teoria.

La grande vasca subacquea

C’è poi un enorme vasca ovale, una struttura concava che sembrerebbe una costruzione voluta dall’uomo, risultato invece di un particolare lavoro meccanico del mare.

Foresta fossile
Vasca ovale, frutto del lavoro meccanico del mare. Photocredit: Paolo De Vizzi

Attraverso questi spettacolari scatti, Paolo de Vizzi atleta diversamente abile che per 51 ore e 56min a 10 metri di profondità, a Santa Caterina di Nardò nel 2016 è riuscito a stabilire il nuovo record mondiale assoluto di permanenza subacquea con erogatori, ci fa’ conoscere la FORESTA FOSSILE di Torre Ovo.

In caso di una vacanza a Torre Ovo, lasciarsi guidare dal fascino naturale dell’inaspettato attraverso un’immersione nelle acque cristalline di questa località è assolutamente d’obbligo!


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