Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato una vacanza in una delle meravigliose isole delle Hawaii! Spiagge e mare da sogno, relax e pace in un paradiso terrestre dove staccare la spina e ricaricare le batterie riempiendosi gli occhi di meraviglie naturali. Tra le mete più conosciute e più battute dai turisti ci sono Oahu, Maui e Big Island, ma nell’arcipelago esiste anche l’isola di Niihau, ovvero l’isola proibita delle Hawaii.

Niihau l’isola proibita delle Hawaii


Si tratta di un’isola davvero minuscola, infatti ha una superficie di circa 180 chilometri quadrati e vi vivono appena 170 residenti che costituiscono l’unico insediamento umano a Pu’uwai. Il tempo qui sembra essersi fermato a centinaia di anni fa. Infatti non ci sono strade, macchine, hotel, residence turistici, ristoranti, o impianti di alcuni tipo. L’intero territorio è alimentato ad energia solare e la gente vive praticando la pesca e allevando bestiame.

Proprio lo stato primordiale, che avvolge l’isola e i suoi abitanti, rende questo piccolo pezzetto di terra di una bellezza paradisiaca. Si aggiunge poi alle bellezze naturalistiche il fascino del proibito, infatti l’isola di Niihau è conosciuta anche come The Forbidden Isle, l’isola proibita.

isola proibita
Niihau, l’isola proibita delle Hawaii (fonte: wikipedia)

La storia dell’Isola Proibita

Nel 1864 divenne proprietà di Elizabeth McHutcheson Sinclair (26 aprile 1800 – 16 ottobre 1892), una casalinga scozzese, agricoltrice e proprietaria di piantagioni in Nuova Zelanda e Hawaii. Era conosciuta come la matriarca della famiglia Sinclair ed acquistò l’isola hawaiana di Niʻihau, dal re Kamehameha IV, per 10.000 dollari.

Di origini scozzesi, precisamente nata a Glasgow, Elizabeth sposò Francis Sinclair, il capitano di una nave. Insieme ai loro sei figli si trasferirono in Nuova Zelanda. Dopo aver perso il marito e il figlio in mare, la matriarca decise di trasferirsi in Canada, ma insoddisfatta dell’isola di Vancouver, decise di andare alle Hawaii dove ha fatto di sua proprietà l’isola proibita. I suoi discendenti, la famiglia Robinson, continuano a possedere e mantenere l’isola di Ni’ihau.

Niihau, un paradiso sconosciuto

Niihau, settima isola in ordine di grandezza fra le isole dell’arcipelago delle Hawaii, è circondata da scogliere e spiagge formate da milioni di piccole conchiglie portate dal mare sulla riva. Una grande risorsa per gli abitanti del posto che usano le conchiglie più belle per creare splendide collane.

Qui vive anche la foca monaca, un bellissimo esemplare in via di estinzione perché fra gli animali più ricercati del mondo. L’assenza di “modernità” e l’esclusione del resto del mondo fuori dai confini dell’isola, permettono a questo animale di sopravvivere e di trovare sull’isola di Niihau un posto sicuro dove vivere. Il territorio infatti rimane un habitat naturale incontaminato, privo di infrastrutture turistiche.

I turisti non possono arrivare sull’isola per trascorrere le loro vacanze a Niihau, si tratta di un territorio privato che viene tramandato da generazioni in generazioni da più di 150 anni. Ad oggi l’isola è gestita da Bruce Robinson, pronipote di Sinclair, e l’intera famiglia negli anni ha sempre cercato di tener fede alla richiesta del re di salvaguardare gli interessi degli abitanti e il territorio stesso.

E’ per questo che quando le altre isole dell’arcipelago si sono aperte al turismo, l’isola proibita delle Hawaii ne è rimasta fuori. Ha voluto mantenere intatta la propria identità, la sua cultura e lo stile di vita senza essere intaccata da cambiamenti drastici e trasformare questo piccolo paradiso terrestre in un’attrazione turistica. I locali però sono soliti viaggiare e fare ritorno all’isola quando vogliono, per ritrovare il luogo di pace e serenità che gli appartiene.
L’isola proibita tiene alla larga i turisti, è possibile visitarla solo su invito personale da parte di un residente dell’isola, o se si è un membro della famiglia Robinson.

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Marida Muscianese
Le mie relazioni con le serie tv sono state le più durature e affidabili della mia vita, soprattutto in quelle giornate grigie e spente dove una tazza di tè, una coperta e un episodio dopo l’altro mi hanno resa la vecchia talpa appassionata che sono ora. Amo viaggiare e non appena ho l’occasione scappo verso una nuova meta, pronta a farmi affascinare da nuovi panorami e sperimentare nuovi cibi e sapori.