Approfondimenti

La romanità diffusa: da Trilussa a Totti voce del verbo er

La Romanità forse non si può racchiudere in due righe e nemmeno dentro una battura ma in tanti l’hanno raccontata, a modo loro, e ne sono emersi spaccati di società sempre nuovi

L’Occhialone – PhotoCredit: Emanuela Gizzi

Roma in una poesia

Si può partire da Trilussa per raccontare la romanità?

Su, da la loggia, una camicia bianca
s’abbotta d’aria e, 

ne l’abbottamento
arza le braccia ar celo e le spalanca.
Pare che dica: — Tutt’er monno è mio! —

Diciamo che il linguaggio, di per sé, racconta il clamore dell’accento, l’orgoglio che si eleva, e la spavalderia pittoresca che prende spunto dai vicoli popolari. Ma la romanità non sta solo nell’inflessione dialettale.

È stata cantata in tanti stornelli, Roma, e quella teatralità insita nel dialetto si è trasformata in poesia. Poesia pura. Che poi tanti autori, registi, attori hanno rubato e interpretato a modo proprio, con la propria attitudine romana, il parlare romanesco e le sue declinazioni.

E allora, da La Società de i Magnaccioni, che sembrava voler sfornare solo ragazzotti rustici in balia del vino de’ I Castelli, il noantrismo è stato divulgato da quelli che la Lupa ce l’hanno tatuata sul petto.

Giorgio Onorato, con Addio Roma mia Bella, cuce la città in un baco, pensandola perduta; così Claudio Villa, con Arrivederci Roma, geloso -quasi- di quei turisti che a Fontana di Trevi possono lanciare una monetina e desiderare di farvi ritorno.

Di vena romantica è stato Alvaro Amici. Nella serenata a una Ciumachella de’ Trastevere, una ragazza di cui era innamorato, ha lasciato inciso nei cuori della gente l’atmosfera calda dei rioni. Un po’ come Nino Manfredi che con Roma nun fa la stupida stasera, invoca il potere della città, i grilli e il ponentino, per far capitolare una donna.

Fontane di Roma – PhotoCredit: Emanuela Gizzi

Ma, allora, la Romanità appartiene solo al passato?

Il Marchese del Grillo direbbe “Io so’ io e voi non siete un cazzo”. E, in effetti, i protagonisti di un tempo come Alberto Sordi, la Sora Lella, Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Monica Vitti, erano personaggi veraci, l’incarnazione di quelli che masticavano la coda alla vaccinara. La rappresentazione della vera romanità.

Lo stesso si può dire citando alcuni film, impastati con luoghi e monumenti capitolini. Film, del calibro di Accattone e Mamma Roma, dove, la sensibilità pittorica di Pasolini, cerca -nel primo- di far esplodere l’architettura antica senza riuscirci troppo; e -nel secondo- di fermare il tempo, laddove il passo degli uomini e, quindi, della storia, si era fermato.

E film come Roma Città Aperta di Rossellini che rappresenta il manifesto post-bellico di una città appena sottratta alla guerra; o La Dolce Vita di Fellini che, invece, entra nel vivo degli scandali mondani romani con un’impronta decisiva sulla società, in pieno boom economico e fotografico.

Un’impronta molto simile alla, più recente, Grande Bellezza di Sorrentino che, pure, pittura uno sfondo monumentale e antico senza precedenti, dove Roma diventa reale ma fantastica, un vero inno all’arte.

Roma in una canzone

Il popolo romano ne ha consumati di sampietrini. Quell’Appia Antica ne ha attraversata di Storia!

E ecco che si modificano gli stili, la purezza di un tempo, forse, la città tramuta, ma i muri trasudano di romanità.

Eros Ramazzotti ci mette del suo con Adesso tu, uno di quegli spaccati popolari da cui un giovane cerca di emergere perché tra sogni e pugni presi, preferisce i primi.

Ma il panorama è ampio. Luca Barbarossa guarda la città da un altro punto di vista, componendo una nuova poesia romanza, che porta il titolo di una via, famosa per le botteghe degli artisti, Via Margutta. Una serenata a una donna che Barbarossa trasforma in un dipinto notturno della città e in un cambiamento verso qualcosa di bello. Una romanità che soggióga gli animi.

Al contrario Mannarino, con il Bar della Rabbia, che vorrebbe andare come il vento, dove gli pare, si ritrova, invece, nella stessa situazione di sempre. E allora brinda a quell’unico che ce l’ha fatta e che era pure raccomandato. Uno humor romano che odora di disincanto, rassegnazione.

Borgo Pio – PhotoCredit: Emanuela Gizzi

Roma in una battuta

Comunque, fatto è, che mentre in ambito musicale, Mannarino, ma anche Daniele Silvestri, cantano una stanchezza sociale con disinvolta freddezza; in ambito televisivo-cinematografico, lo stesso stile, cinico-sornione, viene portato in scena da quei geniacci di Gigi Proietti, Valerio Mastrandrea e Marco Giallini. Tre attori che vestono quasi sempre ruoli dalla disinvolta sofferenza, sottolineati da una spessa riga di superficialità, che però fa ridere. Tanto per ribadire il concetto del Marchese che “quanno se scherza, bisogna èsse seri!”.

Ma a Roma si può anche ridere e basta. Maurizio Battista, nei suoi show, fa ingozzare il pubblico di battute al dente, Enrico Montesano e Carlo Verdone mangiano e bevono in romano, e al pubblico danno in pasto quel che hanno mangiato e bevuto. E sono quelli che a un derby non mancherebbero mai.

E, visto che siamo giunti allo stadio, è doveroso nominare tra i simboli, forse più diffusi, della romanità, l’ex capitano giallorosso, Francesco Totti, che non scucchiaia più in campo, ma ha conquistato il posto più alto in classifica ottenendo il titolo di Ottavo Re di Roma. Probabilmente, seguito da Antonello Venditti con il suo Grazie Roma, con Roma Capoccia e con Roma Roma Roma, tre inni indimenticabili e mai tramontati nel cuore della gente.

Ma non finisce qui

La si potrebbe chiudere qui, avendo elencato tanti nomi che hanno raccontato l’essere romani, tuttavia tornerò a citare alcune storie, alcuni fatti. Per esempio di Pasquino e la leggenda delle statue parlanti o dei Gatti di largo di Torre Argentina.

Non perderti l’altra romanità!

Della stessa autrice:

Il Vittoriano

Il Colosseo

Un nasone

Il Ponte Rotto sul Tevere

La Fontana delle Tartarughe

Sul Tevere

 

Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici. Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente! Desidero inviare a Moondo una mia libera donazione (clicca e dona)

GRATIS!!! SCARICA LA APP DI MOONDO, SCEGLI GLI ARGOMENTI E PERSONALIZZI IL TUO GIORNALE

La tua opinione per noi è molto importante.
Ora anche su Google News, clicca qui e seguici


Potrebbe interessarti anche:
Condividi

Ultimi articoli

Cammini sul mare in Italia da fare assolutamente

In Italia ci sono più di 8.000 km di coste con bellissimi percorsi da fare…

18 Gennaio 2023

Cosa vedere in Liguria

Cosa vedere in Liguria? Sono pressoché infinite le mete da raggiungere: in questa guida, vi…

16 Gennaio 2023

Il mondo di Banksy nel cuore della Capitale

A Roma presso la stazione Tiburtina, l'artista Banksy ci delizia con una mostra che racconta…

10 Gennaio 2023

Cosa vedere in Sila

Cosa vedere in Sila, un Parco Nazionale esteso oltre 150.000 ettari fra la provincia di…

30 Dicembre 2022

Vacanze di Natale a New York

È sempre una grande emozione trascorrere le vacanze di Natale a New York, è un’esperienza…

27 Dicembre 2022

Galleria Spada: tra dipinti barocchi e false prospettive

Per trascorrere una domenica all'insegna dell'arte e della cultura, vi suggerisco di andare a visitare…

7 Dicembre 2022